Un grosso problema dei fotoamatori è il
poter affrontare ingenti spese atte a potenziare
la propria attrezzatura, senza poi aver alcun ritorno
economico. Ecco che allora, quando si parla di ottiche,
ci si riversa su obiettivi di seconda scelta, spendendo
in maniera alquanto moderata, ma senza contare un
grosso difetto: la nitidezza.
Prendiamo ad esempio un 70-300, a focale massima
si ottengono foto del genere:

Bella no? Ma che succede se andiamo a vederla in
grandezza naturale? Sfuocata:

Questo può essere dovuto a diversi fattori:
prima di tutto, a quelle focali, ci può essere
del micro mosso, e se l'ottica costa poco, di sicuro
non è stabilizzata. Secondo, conta anche
molto l'apertura di diaframma per due motivi, la
PDC ristretta (in una foto a distanza ravvicinata,
a 5.6 e 300mm può essere anche solo di 1
misero millimetro) e un fattore inerente al diaframma
per il quale la maggior nitidezza si raggiunge con
aperture di 8-11. In ultimo, come detto prima, gli
obiettivi economici sono soliti avere questi problemi,
ma come risolvere almeno parzialmente in post produzione?
Con la maschera di contrasto.
Per questo tutorial ho preso un articolo di Bruce
Fraser, e l'ho tradotto e sintetizzato. Link in
fondo alla pagina.
La maschera di contrasto (UnSharp
Mask) è un filtro, lo trovate
per esempio in Photoshop CS sotto Filters>Sharpen
(Filtro>Contrasta). Funziona in un modo semplicissimo:
l'algoritmo legge i pixels dell'immagine e ne valuta
il contrasto in termini di tono tra pixels o aree
adiacenti. Se questo contrasto è maggiore
di una soglia fissata dall'utente, viene interpretato
come informazione di dettaglio e l'algoritmo lo
amplifica ulteriormente. In pratica serve a rendere
più netti i margini dei diversi oggetti nel
fotogramma, ma attenzione, l'algoritmo non riconosce
automaticamente i margini, ma semplicemente la differenza
di contrasto, pertanto è richiesta una buona
preparazione per settare al meglio le opzioni del
filtro.
Infatti, quello che va settato principalmente è
il contenuto dell'immagine, e in un secondo momento
il tipo di output. Inoltre va sottolineato che questo
tipo di trattamento dipende molto dalla lontananza
del soggetto: soggetti vicini con dei dettagli molto
soft non sono assolutamente paragonabili a oggetti
lontani che mancano di dettaglio.
Il parametro chiave per ottenere buoni risultati
con la USM è il radius (raggio). Questo deve
essere rapportato alle componenti della foto, se
lo settiamo uguale a 1 è come se dicessimo
a Photoshop di "guardare" ed agire in
un'area di 1 pixel ogni volta che valuta un pixel
di dettaglio. E', in pratica, come settare l'area
di intervento: maggiore è il valore radius,
maggiore sarà quest'area.
L'altro parametro di controllo è la treshold
(soglia) che non è niente di meno che un
settaggio per la riduzione del rumore. Questo valore
comunica all'algoritmo di ignorare certe differenze
di contrasto, in modo da non enfatizzare troppo
determinati dettagli che non interessano come ad
esempio dei dettagli della pelle in un ritratto.
Infine, l'amount (fattore) indica la forza dell'effetto
di nitidezza.
Vediamo ora come agire, un piccolo trucco.
- Il mio consiglio è di lavorare sulla parte
interessata selezionandola, nel nostro caso possiamo
benissimo lavorare su tutta l'immagine
- Si parte con una percentuale di fattore abbastanza
alta, anche 200%, e soglia a zero

- Aumentare il valore raggio finchè non avete
un risultato coerente con il contenuto della vostra
immagine. Per noi va bene 5,3. Ai bordi troppo marcati
ci pensiamo dopo.

- Ridurre la percentuale fino a raggiungere la nitidezza
che ci pare idonea, ovvero 111% e settiamo la treshold
(soglia) a 3. Così vedrete che i margini
troppo marcati scompaiono e il resto della foto
è abbastanza equilibrato.

Risultato finale (prima e dopo):


Articolo
originale.
Jobinda