Scattare una buona fotografia non
è molto diverso dal riuscire a comporre una
buona musica, dal cucinare un piatto prelibato,dallo
scrivere un poesia o dal dipingere un bel quadro.Ogni
creazione d'arte è infatti un'insieme armonioso
di elementi che riescono a coinvolgere e dialogare
con il fruitore.
Gli elementi di una fotografia sono la Luce, il
soggetto, lo sfondo, la cromia, il concetto, etc.
Uno di questi elementi è la composizione.
La scelta di uno schema compositivo sarà
perciò dettata dall'equilibrio con gli altri
elementi.
Non è detto che si debba per forza comporre,
questo concetto si può anche rifiutare se
il tipo di scatto lo richiede.
Nella fotografia di reportage, per esempio, la non-composizione
rafforza il messaggio di scatto istantaneo,
di un fotogramma di vita reale e non inscenata.
La composizione è invece fondamentale per
tutti i generi di fotografia "meditata",
paesaggi,architettura, still-life, ritratti.Gli
schemi utilizzati in fotografia derivano da quelli
codificati nella pittura classica e si possono ricondurre
a linee o volumi "forti" che guidano l'occhio
lungo il fotogramma.
Gli schemi compositivi possono essere simmetrici
o asimmetrici.
Nel primo caso la scena risulta rigida e monotona,
sarà bene adottare questo genere di schema
in presenza di un soggetto forte, che riesca a reggere
interamente la composizione.
Gli schemi asimmetrici invece donano vivacità
e dinamismo, permettendo una maggiore lettura della
scena.
Nella gran parte dei casi è consigliato adottare
questo genere di composizione.
Quando
si parla di armonia non si può non parlare
della sezione armonica per eccellenza:
La sezione Aurea.
In natura si trova ovunque, nella spirale delle
conchiglie come nella disposizione dei petali di
una rosa, negli ammassi di galassie come nei semi
delle mele. Definita dagli euclidei è stata
largamente utilizzata dall'uomo nell'arte.
Utilizzata nel progetto del Partenone fino a quelli
di
Le Corbusier e praticamente in gran parte dei dipinti
del rinascimento.
La sezione aurea è indicata con il numero
Phi che è irrazionale (cioè è
composto da infinite cifre decimali non sequenziali)
ed è pari a circa 1,6.
Si può ricavare la sezione aurea da un rettagolo
con rapporto tra i lati uguale a phi. Al suo interno
si ricava un quadrato sfruttando il lato corto.
Nel rettangolo rimasto, sfruttando il nuovo lato
corto si ricava un'altro quadrato e così
via.Lo schema a rettangoli aurei si può anche
adattare alla composizione di una scena.
In
fotografia bisogna però tener conto che il
supporto ha delle misure ben codificate.
I sensori e le pellicole aps e 135 hanno un rapporto
tra i lati di 3/2 cioè 1,5.
Un valore che si avvicina molto al rapporto aureo
di 1,6. Poichè i due rettangoli, quello del
fotogramma e quello aureo sono molto simili è
possibile adattare in parte la sezione aurea al
fotogramma 3/2. La divisione del primo quadrato
determina sul fotogramma una divisione di cirva
2/3 e da qui deriva la regola dei terzi.
Ecco perchè si ritiene che disponendo il
soggetto lungo uno degli assi dei terzi la composizione
risulti armoniosa.
Uno
schema figlio dei terzi consiste nell'utilizzare
due assi, uno orizzontale e uno verticale, entrambi
coincidenti con i terzi.
Molto usato nel paesaggio, l'asse orizzontale di
solito coincide con l'orizzonte e quello verticale
con un elemento del paesaggio (case, alberi, una
strada, un fiume...).
Sull'asse verticale si può disporre anche
un soggetto umano, ottenendo così un ritratto
ambientato.
Lo spazio vuoto che rimane sul terzo opposto si
posiziona davanti allo sguardo del soggetto.
In questo modo si crea un forte messaggio comunicativo
e di aspettativa.
Oltre agli assi che corrono lungo i terzi altre
linee di "forza" sono le diagonali. Assi
sul quale l'occhio cade e scorre naturalmente.Si
può utilizzare una sola diagonale, ascendente
se va da sinistra a destra o dicendente nell'altro
caso.Comporre lungo questi assi significa dinamicizzare
molto la scena e il soggetto posto lungo la diagonale
acquista particolare rilievo.
La scelta della diagonale dev'essere fatta compatibilmente
con il senso di lettura che vogliamo dare all'immagine.
La linea ascendente provocherà un senso di
elevazione del soggetto mentre la diagonale opposta
sembrerà farlo cadere, ma anche accellelerare.
Nel caso di un'immagine di paesaggio occorre cercare
elementi come scale o strade naturalmente inclinate.

Nel ritratto possiamo disporre un viso ripreso
in primo piano lungo la diagonale per evitare una
ripresa troppo statica. Da ricordare che una tale
ripresa, che mette in evidenza il profilo del viso
è da utilizzare con modelle dai lineamenti
molto delicati. Nella ripresa a figura intera dobbiamo
ancora una volta fare attenzione alla diagonale
scelta. Un soggetto ripreso dal basso verso l'alto
andrà posto sull'asse ascendente per rafforzare
l'idea di "soggetto dominante", al contrario,
nella ripresa dall'alto verso il basso conviene
diporre la figura sull'asse discendente.
L'uso
di entrambe le diagonali è consueto nel paesaggio,
al fine di creare una prospettiva e quindi dare
tridimensionalità alla scena.
Si dispongono quindi gli elementi su linee prospettiche
tendenti verso un centro che non necessariamente
deve coincidere con quello del fotogramma. Si cercherano
elementi che rappresentino già delle linee
naturali, come strade, fiumi o le creste dei monti.
Gli elementi che riescono a seguire la linea prospettica
eseguendo delle curve renderanno la scena più
armoniosa.
Si possono utilizzare entrambe le diagonali anche
nel ritratto ambientato, a figura intera, spesso
sfruttando la presenza di più soggetti nella
scena. In questo caso a seguire le diagonali saranno
i corpi e gli arti dei soggetti.
Schemi
simmetrici o con soggetto centrale.
In presenza di un soggetto forte al quale vogliamo
assegnare il maggior peso nella scena, per enfatizzarlo
possiamo posizionarlo al centro del fotogramma.Lo
sfondo potrà essere posizionato lungo una
linea dei terzi se si tratta di un panorama oppure
sarà reso poco leggibile sfocandolo o rendendolo
uniforme.
Molto spesso vista la forte centralità dell'asse
i bordi vengono incorniciati con una quinta.
Nella fotografia di paesaggio si ricorre spesso
alle fronde degli alberi che costituiscono una cornice
ideale. Le quinte possono essere le più varie:
elementi architettonici, oggetti, addirittura persone.
L'importante è che la quinta sia resa in
forte sottoesposizione in modo che diventi una silouette
nera. Quando utilizziamo un'asse di simmetria di
solito lo facciamo nelle situazioni di specularità,nelle
quali un soggetto si riflette, per esempio un paesaggio
in un lago o un'architettura in una pozza. Molto
spesso in architettura e in natura troviamo strutture
già dotate di una loro composizione, fatta
di griglie,curve, poligoni,spirali. In questo caso
bisogna prestare la massima attenzione nella fase
di ripresa, cercando di valorizzare queste geometrie
e badando che siano perfettamente centrate e simmetriche
all'interno del fotogramma
per l'occhio umano anche una minima pendenza o asimmetria
sarebbe percepita come fastidiosa!
Ogni
scena è composta da Forme, ognuna sarà
più o meno individuabile. Potranno essere
forme precise o indefinite e da loro deriveranno
le simmetrie, le tematiche della composizione. Possiamo
fotografare tentando di dare una forma alla realtà
o cercandone in essa. In entrambi i casi bisogna
tener presente la simbologia trasmessa dalle varie
forme.
Un forma irregolare conferisce precarietà,instabilità,caos,
frenesia.
Una forma triangolare può dare un senso di
prospettiva,movimento e tensione. Infatti le composizioni
che sfruttano le diagonali altro non fanno che disegnare
dei triangoli. La forma rettangolare invece suggerisce
un senso di ordine. Le forme circolari esprimono
calma, serenità, tranquillità. Nella
stessa maniera alla composizione concorre la cromia
dei soggetti. I colori possono dare l'illusione
di profondità. Le zone più luminose
appariranno più vicine di quelle scure. I
toni caldi avanzeranno dando rilievo e quelli freddi
arretreranno. Un soggetto dal colore caldo su sfondo
freddo darà la sensazione di massima profondità.Un
esempio classico è il fiore rosso su sfondo
verde.La cromia del soggetto concorre sicuramente
anche all'armonia
e all'evocazione simbolica dell'immagine. Il rosso
esprime potenza, amore, passione.L'arancione calore,
vitalità.Il giallo solarità, luminosità.Il
verde equilibrio, natura, perseveranza. Il Blu serenità,
profondità.
All'interno
della scena posso essere presenti soggetti principali
e secondari.
Come comporli? una semplice regola è quella
del fulcro.
Due oggetti di peso diverso si mantengono in equilibrio
su un fulcro se l'oggetto di peso maggiore viene
avvicinato al fulcro oppure se quello di peso minore
viene allontanato dal fulcro.
Due oggetti di egual peso saranno invece posti
alla stessa distanza dal centro.

Nella scena prendiamo come fulcro il centro del
fotogramma.
Possiamo quindi equilibrare i vari soggetti presenti
nella scena posizionandoli vicini o lontani dal
centro a seconda del loro "peso".
In uno still-life potremo avere oggetti con pesi
o dimensioni "fisiche" diverse. In un
ritratto saranno i soggetti ad avere una diversa
importanza, saranno diversamente appariscenti, avranno
dimensioni diverse.
Ad esempio l'immagine di una mamma che accompagna
un bambino, sarà composta mantenendo la madre
al centro.
Ugualmente in un paesaggio, seguendo la regola del
fulcro, possiamo comporre i diversi elementi come
alberi o case. La distanza dal centro, oltre al
peso "fisico" o all'importanza del soggetto
può essere determinata anche dal colore.
Un colore che avanza come il rosso sarà posto
al centro rispetto ad un colore che arretra come
per esempio il blu.
By
Manitou