Descrizione
La natura morta ha una grandissima tradizione soprattutto
nella pittura. I dipinti rappresentano soggetti
inanimati che, con opportuna tecnica e valorizzazione
di luci e ombre, comunicano l’idea della vita.
Questa forma artistica è stata facilmente
assorbita dalla fotografia, tanto che i professionisti
del settore praticano questo genere in diversi campi
di applicazione soprattutto in quello pubblicitario
e artistico.
E’ un valido banco di prova per chi si occupa di
fotografia, in quanto tecnica fotografica e gusto
artistico-creativo si fondono insieme, valorizzando
capacità e intuizione. La progettazione e
pianificazione sono l’essenza di questo genere fotografico
che regala al fotografo tutte le decisioni funzionali.
Attrezzatura
Le fotocamere a grande formato sono preferite dai
professionisti nel realizzare lo Still Life.
Esse oltre ad avere una risoluzione che coglie i
minimi dettagli, offrono pieno controllo della profondità
di campo e maggior ingrandimento.
Per realizzare un buono still life casalingo basta
comunque possedere una reflex e un obiettivo di
qualità. L’uso del cavalletto è quasi
sempre necessario visto che per avere maggior profondità
di campo sul soggetto e maggior nitidezza, occorre
lavorare con diaframmi sufficientemente stretti
e ISO bassi, il che comporta l’uso di tempi non
rapidissimi.
Utilissimi, nell’allestimento del set, oggetti quotidiani
e facilmente reperibili quali cartoncini, rotoli
di alluminio da cucina, pinzette di metallo, fogli
di plexiglass e specchi.
Esposizione
Bisogna analizzare e osservare attentamente ombre,
luci, colori, riflessi. La sottoesposizione della
scena porta ad ottenere colori saturi ed ad incupire
le parti in ombra. La sovraesposizione, invece,
genererà ombre più leggibili e dettagliate
ma con conseguente blocco delle alte luci.
Punto di ripresa
La scelta del punto di ripresa, che puó conferire
originalità alla foto, può variare
a seconda del soggetto scelto. E’ il fotografo che
deve muoversi intorno alla scena per trovare il
punto di ripresa adatto. E’ preferibile però
avere il punto di ripresa leggermente più
in alto del soggetto stesso in modo da dare maggiore
profondità alla scena composta. Consigliabile
anche, durante gli esperimenti fotografici, lo spostamento
della fotocamera (avanti, dietro, in alto e in basso)
per variare la ripresa senza modificare l’allestimento.
Illuminazione
L’elemento predominante della fotografia è
la luce, capace di dar vita a riflessi, a bagliori
e a giochi d’ombra. Ne segue quindi, che nello still
life la qualità dell’illuminazione è
di primaria importanza.
Si possono predisporre uno o più punti d’illuminazione
per far risaltare le forme del soggetto, ed è
possibile lavorare sia con luce naturale sia con
quella artificiale. Attenzione peró, mai
mischiare temperature troppo diverse, non riusciremmo
a bilanciare il bianco correttamente.
Le gradazioni di colore che può emettere
la luce naturale possono contribuire ad ottenere
gradevoli foto con giochi d’ombre divertenti. Utili,
durante il lavoro, alcuni pannelli riflettenti,
che consentono di sfruttare al meglio la luce naturale
schiarendo le ombre ed diminuendo i contrasti, creando
così atmosfere avvolgenti.
Ben più complessa e impegnativa è
l’illuminazione da studio. Si puó optare
per un’illuminazione morbida e uniforme sul soggetto,
con luce diffusa in grado di ottenere ombre delicate
eliminando le ombre nette.
La scelta dell’illuminazione è determinata
dai tipi di materiale che costituiscono i soggetti
e lo sfondo. Una superficie ruvida o irregolare
riverbera la luce in modo diverso da un’area levigata
o piana.
Costruire da subito un set con tanti punti luce
non è buona norma. Si inizia con una sola
fonte di illuminazione proiettata sul soggetto,
verificandone luci ed ombre. Poi solo in seguito,
e in base alla reale necessità, si opterà
per altri punti di illuminazione. Quest’ultimi possono
essere ottenuti anche utilizzando luce riflessa
da pannelli argentati o bianchi. A tal proposito
i professionisti usano strumenti quali banks, ombrelli,
pannelli riflettenti e flash.
Esecuzione Tecnica
Il fotografo deve studiare la composizione accuratamente
in ogni dettaglio, avendo a disposizione un’infinità
di oggetti. La fantasia diventerà elemento
di distinzione, così come l’insieme degli
oggetti, che verrà composto in funzione dei
colori, delle tonalità e delle forme.
Prima di tutto pianificare un’idea nella propria
mente, avere un progetto; poi passare alla costruzione
del set ed, infine alla fase finale cioè
alla realizzazione dello scatto.
Guardando attentamente e con occhio diverso tutto
ciò che ci circonda, noteremo che il nostro
ambiente quotidiano è ricco d’oggetti che
possono offrire sfaccettature diverse da quelle
ovvie e trascurabili. Questa attenzione verso aspetti
meno appariscenti della realtà darà
licenza al nostro intelletto di elaborare tecnica
ed estetica, ottenendo fotografie capaci di trasmettere
emozioni ed informazioni.
Il set è basilare e a volte la sua semplicità
diventa efficace. Particolare attenzione meritano
l’ambientazione, gli accessori e lo sfondo. Quest’ultimo
assumerà buona importanza se sarà
capace di valorizzare la scena, di essere coerente
e mai invadente e soprattutto di integrarsi con
il soggetto principale.
Un ultimo consiglio è quello di cercare di
ripetere fotografie di still life di altri fotografi
cimentandosi con una propria interpretazione.
Efasol