Chi è in procinto di acquistare una macchina
fotografica reflex digitale spesso si chiede se
gli obiettivi progettati per fotografia tradizionale,
e che per compatibilità possono essere
montati anche sulle digitali, si comporteranno
in maniera analoga oppure presenteranno qualche
differenza nel risultato. Di seguito elencheremo
e commenteremo le principali caratteristiche che
vanno valutate nella scelta di un’ottica in base
alla macchina sulla quale verrà montata.
Com’è noto, la principale caratteristica
da valutare in questo campo è la dimensione
del sensore: le macchine digitali montano sensori
di dimensioni diverse in base a diversi fattori,
primo tra tutti quello economico. I sensori
delle macchine fotografiche digitali, infatti,
sono ricavati da un wafer di silicio; all’aumentare
della dimensione aumenta anche la possibilità
che vi siano difetti, così come diminuisce
il numero di pezzi che si possono ricavare.
Ecco perché normalmente i sensori più
grandi si trovano sulle macchine di livello
professionale o semiprofessionale e quindi di
fascia medio-alta. Per fare alcuni esempi, le
Canon EOS 1Ds o la nuova 5D montano sensori
di 24x36mm, pari alle dimensioni della pellicola.,
mentre la 20D e la 350D hanno sensori più
piccoli (pari rispettivamente a 2.7x15.1 mm
e 22,2x14,8mm).
Cambiando le dimensioni del sensore possono
cambiare le prestazioni dell’obiettivo, anche
perché la differenza con la dimensione
del fotogramma della pellicola determina un
effetto moltiplicativo di focale degli obiettivi.
A volte questo può essere un vantaggio,
perché la copertura angolare è
inferiore e quindi è come se si lavorasse
con la sola parte centrale del fotogramma, migliorando
la correzione della vignettatura e della distorsione;
inoltre con la riduzione del formato vengono
escluse dalla foto le zone più periferiche
che notoriamente presentano più problemi
di nitidezza: Tutto ciò, però,
comporta il sacrificio della superficie occupata
dalle informazioni, e di conseguenza le prestazioni
degli obiettivi su fotocamere a formato ridotto
saranno sempre inferiori a quelle ottenibili
con gli stessi sul formato pieno. La diminuzione
della qualità è maggiormente avvertibile
sulle focali medie e lunghe, mentre si nota
meno sugli obiettivi grandangolari.
Un obiettivo si comporterà in maniera
diversa a seconda della macchina su cui è
montato anche a causa del filtro anti-aliasing
presente: si tratta di una lastra posta davanti
al sensore che riduce il contrasto alle frequenze
spaziali più alte, per evitare che, campionando
digitalmente l’immagine, insorgano artefatti.
Una stessa ottica può avere un comportamento
diverso anche su due fotocamere dotate di un
sensore con lo stesso numero di pixel, perché
i filtri montati possono essere diversi, ma
in caso di macchine con sensori con un numero
diverso di pixel le differenze aumentano ulteriormente.
A parità di numero di pixel le prestazioni
migliori si avranno sempre sul sensore di dimensioni
maggiori, poiché i pixel stessi saranno
più grandi e meno soggetti a rumore.
Una volta esaminati i motivi di differenza
tra le prestazioni sui due tipi di fotografia,
andiamo ad analizzare nello specifico che cosa
guardare in un obiettivo prima di sceglierlo.
Esistono obiettivi progettati appositamente
per il digitale, in base al formato coperto,
che permettono in qualche caso di ottimizzare
molto meglio le prestazioni, e quindi di ottenere
risultati superiori a parità di costo.
Ovviamente questa non è una regola generale,
e i risultati vanno valutati caso per caso.
Sulle digitali che non coprono il pieno formato
alcune ottiche possono comunque avere prestazioni
elevate e dare grande soddisfazione. Vediamo
ora come ci si possa regolare per scegliere
gli obiettivi più adatti alle nuove esigenze
digitali.
APERTURA: realizzare un diaframma che si chiuda
con precisione su aperture molto piccole- come
ad esempio f/32 o addirittura f/45 – richiede
una meccanica sofisticata e costosa, ma utilissima
se ad esempio ci si vuole addentrare nel campo
delle macro. La presenza di questi diaframmi
indica generalmente un'ottica di buona qualità.
BAIONETTA: alcuni obiettivi montano baionette
di plastica al posto di quelle classiche di
metallo. Anche se questo non influenza direttamente
la qualità dell'ottica, è comunque
indice di una realizzazione al risparmio e può
rappresentare un fattore discriminante nella
scelta. Inoltre in caso di montaggi e smontaggi
molto frequenti si possono verificare degli
inconvenienti a causa dell'usura del materiale.
DIAFRAMMA: in commercio si trovano diaframmi
che utilizzano da cinque a nove lamelle. Un
diaframma con maggior numero di lamelle consente
di creare un'apertura più regolare che
rende più piacevoli le parti fuori fuoco
della fotografia. Anche la realizzazione di
un diaframma con nove lamelle è complessa
dal punto di vista meccanico, ed indica una
costruzione non certo “ a basso costo”.
DIMENSIONI: anche se in genere una delle caratteristiche
per cui più viene pubblicizzato un obiettivo
è la compattezza delle sue dimensioni,
questa non è sempre una caratteristica
positiva. Un'eccessiva riduzione delle dimensioni
porta spesso a problemi ottici, e un livello
di aberrazione superiore dovuto alla curvatura
delle lenti.
FILTRI POSTERIORI: se la lente frontale dell'obiettivo
è molto grande occorre utilizzare filtri
di dimensioni enormi che sono quindi molto costosi.
Il problema si risolve, con effetto ottico identico,
montando i filtri - molto più piccoli
– posteriormente.
FOCALE: partendo dal presupposto che una focale
fissa può essere ottimizzata molto meglio
di uno zoom, bisogna tuttavia considerare che
grazie alla forte richiesta del mercato non
è infrequente il caso di zoom con risultati
qualitativamente superiori rispetto a quelli
delle ottiche fisse a prezzi inferiori. Nel
caso in cui, comunque, si abbia bisogno di straordinaria
luminosità, è sempre meglio scegliere
un'ottica fissa.
Per quanto riguarda la gamma di focali bisogna
considerare che più questa aumenta, più
la qualità tende ad abbassarsi. Come
regola generale, a parità di prezzo saranno
migliori gli obiettivi con gamme di focali limitate.
FUOCO: se la messa a fuoco avviene muovendo
gruppi interni di lenti (Internal Focus), la
parte frontale dell'obiettivo non ruota; in
molti obiettivi economici, però, questo
inconveniente non viene evitato, così
che diventa davvero difficile utilizzare i filtri
polarizzatori che devono essere opportunamente
orientati.
LENTI: obiettivi con più lenti in genere
hanno prestazioni superiori, perché utilizzare
più lenti consente di avere più
gradi di libertà nel progetto ottico,
e quindi di correggere meglio le aberrazioni.
È inoltre importante il tipo di lenti
montate. Ogni lente tende a deviare in modo
diverso le varie frequenze della luce, ovvero
i colori. Ci sono alcuni vetri ottici che lo
fanno in modo minore di altri: le lenti a bassa
dispersione consentono miglioramenti enormi
nella correzione del aberrazione cromatica;
quelle in fluorite hanno una dispersione diversa
della luce rifratta nella regione del rosso
rispetto a quella del blu che consente una più
elevata correzione delle variazioni cromatiche
che influenzano la nitidezza delle immagini;
quelle asferiche risolvono il problema delle
lenti concave o convesse che non sono in grado
di concentrare perfettamente tutti raggi luminosi
che giungono sulla sua superficie in un unico
punto, bensì subiscono un'aberrazione;
vi sono infine lenti ibride, ideate per consentire
l'utilizzo di lenti asferiche anche su ottiche
economiche: esse sono realizzate depositando
uno stato plastico sferico sulla lente tradizionale
in vetro con superficie sferica.
STABILIZZAZIONE: un sistema per stabilizzare
l'immagine consente di eliminare le vibrazioni
dovute alle mani del fotografo e consente quindi
tempi di otturazione a mano libera fino a quattro
volte superiori rispetto agli obiettivi non
stabilizzati. Canon è stata la prima
a proporre un sistema di questo genere, basato
su un sensore giroscopico che rileva l'accelerazione
cui è sottoposto l'obiettivo, e su un
sistema ottico che, muovendosi parallelamente
al piano di immagine, compensa i movimenti dell'obiettivo.
Questo tipo di tecnologia è discretamente
costoso ma molto efficace.
Un altro tipo di stabilizzazione è quello
inventato da Minolta: esso compensa i movimenti
dell'immagine con lo spostamento del sensore,
e in questo modo tutti gli obiettivi diventano
automaticamente stabilizzati.
TREPPIEDE: se l'obiettivo che abbiamo intenzione
di comprare è molto lungo (per esempio
un teleobiettivo), incontreremo sicuramente
dei problemi di baricentro, ovviamente spostato
molto più avanti. Utilizzare un cavalletto
diventa quasi impossibile se l'obiettivo non
dispone di un attacco sul suo barilotto, dove
è possibile fissare il treppiede in modo
da distribuire il peso di corpo macchina ed
ottica in modo ottimale. Ulteriori caratteristiche
che possono aiutare nella scelta di un attacco
piuttosto che di un altro sono la possibilità
di ruotarlo di 360° e distaccarlo dal corpo
dell'obiettivo.